Io e Olga, la proprietaria di quasi tutte le fotografie del sito

 

Le mie proposte.

Nell'ambito delle mie proposte, ho pensato che potesse essere interessante raccontare al lettore gli obiettivi che mi propongo inserendoli nell'ambito dello svolgersi dei mesi lavorativi al Rifugio Federici - Marchesini. Ne indicherò di volta in volta i periodi di apertura, le condizioni di accesso, il clima più probabile, l'attrezzatura richiesta per le ascensioni, flora e fauna che si possono incontrare, i cibi che si possono gustare.

Nello svolgimento che segue, si definiranno principalmente tre concetti:

  1. Tentativo, tra me (con interventi) e gli escursionisti (con consigli e comportamenti), di gestione del rifugio in modo più eco-sostenibile possibile [Sostenibilità: "questo sviluppo soddisfa le esigenze della generazione di oggi, senza rischiare di impedire alle generazioni di domani di soddisfare le loro", Brundtland Report, 1987], con un'attenzione particolare all'educazione ambientale.
  2. Offrire una cucina naturale e casalinga (dall'antipasto al dolce, passando per il pane, in buona parte utilizzando prodotti certificati bio, ove possibile coltivati direttamente).
  3. Quando in dubbio sulla provenienza di prodotti a rischio (quali zuccchero, cacao, caffè, ecc.), mi sono rivolto al commercio equo e solidale. Non vendo prodotti di marche accusate da Enti credibili di essere disoneste nei confronti dell'ambiente o dell'Umanità..
  4. Su richiesta, accontentare anche chi necessita di una dieta particolare, dal vegetariano al celiaco.

Giugno.

E' il mese in cui si rifornisce una volta per tutte il rifugio tramite elicottero. Se possibile, il rifugio nella seconda metà del mese viene aperto continuativamente, con recapito telefonico 0171 978398, mentre lo scrivente va in cerca di legna da ardere (solo da alberi abbattuti da valanga).

La salita al rifugio è accompagnata dalla bellezza dei rododendri in fiore, tra i quali pascolano folti gruppi di camosci e stambecchi, che si spostano verso l'alto con il retrocedere della neve.

A giugno il limite inferiore di quest'ultima sale progressivamente e velocemente. Con ancora un poco di neve nel tratto finale d'accesso, l'attrezzatura si riduce (salvo freddi particolari) ai soli scarponi per chi giunge soltanto al rifugio, ma necessita di ramponi e piccozza per qualsiasi altra escursione nei dintorni.

Luglio.

A partire dai primi del mese, il sentiero d'accesso al rifugio da San Giacomo è totalmente sgombro di neve. Per quanto riguarda le ascensioni, soltanto dalla seconda settimana del mese si inizia a salire sul Monte Clapier senza calpestare neve. Critica invece rimane la situazione del Canalino della Maledia, in linea di massima praticabile con sicurezza (ovviamente con piccozza e ramponi) solo fino alle 8 del mattino, poi sconsigliabile, perché le ripide pareti possono scaricare detriti, e la neve può zoccolare sotto il rampone. Le giornate molto lunghe fanno di luglio il periodo ideale per percorrere le creste.

Entro la prima decade il rifugio viene circondato dagli stambecchi maschi, che non di rado fanno tappa alcuni giorni, prima di proseguire nel loro spostamento alla ricerca del fresco.

Lentamente iniziano ad arrivare anche i primi alpinisti. Per lo più si tratta di gite in giornata, ma dal 25 inizia il periodo vero dei pernottamenti.

Agosto.

E' il mese più lavorativo in qualità di servizio ristoro e bar. Di conseguenza è imperativo concedere molta attenzione all'impatto ambientale. Già la sezione C.A.I. Ligure, proprietaria del rifugio, ha dotato la struttura di fossa biologica per le acque reflue ed illuminazione a pannelli solari. L'acqua viene invece spesso pompata grazie ad una pompa idraulica eco-sostenibile. Da parte mia utilizzo e metto a disposizione i detersivi più ecologici in commercio e ricorro all'alcool etilico denaturato per le pulizie del rifugio. Inoltre opero undici tipi di raccolta differenziata: vetro, lattine in alluminio, ferro (anche lattine non in alluminio), plastica comune, plastica alimentare, nailon, accumulatori esausti, medicinali scaduti, carta, immondizia non differenziabile, organici (composto per animali). Quest'ultimo finisce ad integrare l'alimentazione della marmotta, dei camosci, delle femmine degli stambecchi e dell'avifauna che giornalmente ispeziona la zona.

Per sensibilizzare gli escursionisti all'educazione ambientale, si è pensato di istituire un giardino botanico in collaborazione con l'Ente Parco, inaugurare una coltivazione sperimentale di pini cembri e restaurare tratti di sentiero di interesse .

Concentro la mia attività quotidiana soprattutto sulla pulizia e sul riassetto dell'interno rifugio, nonché sulla preparazione della cena. Quando necessario scendo a valle a fare provvista.

Settembre/ottobre.

La prima spolverata di neve cade di solito nella prima metà di settembre verso i 2500 m e si scioglie rapidamente, eccezione fatta per i versanti N, dove può restare definitivamente (ad es. in certi anni la semplice salita dal rifugio al Passo di Pagarì può richiedere l'uso dei ramponi). Ad ogni modo, se non arriva un'ondata di freddo, il rifugio può essere visitato ancora per tutta la prima metà di settembre; poi la stagione va scemando, dapprima limitandosi ai fine settimana, per poi ridursi al nulla, parallelamente al crollo della temperatura, che a settembre scende saltuariamente sotto zero.

Alla scarsezza di acqua, che caratterizza questo periodo, si è cercato di ovviare (per ora) installando un'idro-pompa elettrica alimentata a pannelli solari, la quale aspira acqua dal torrente sottostante al rifugio, senza essere fonte né di disturbo sonoro per uomini ed animali, né d'inquinamento dell'aria. Dal 2004 è inoltre presente un sistema di pompa alimentato direttamente da caduta d'acqua.

E' questo il mese in cui mi dedico alla ristrutturazione del sentiero di accesso al rifugio, mi occupo della segnaletica verticale ed orizzontale, oppure affronto le ultime escursioni, o ancora sto semplicemente rilassato a leggere un libro nell'incanto del posto.

In questo periodo le nevicate associate alle piogge autunnali (responsabili talvolta di danni ed alluvioni dai 1500 metri in giù) imbiancano le cime (di solito al di sopra dei 2000 metri) e l'ambiente intorno al rifugio assume il suo aspetto invernale. E' difficile che questa neve, che a volte giunge i primi di ottobre, altre volte ritarda anche alla fine del mese, si sciolga ancora prima della primavera. Se fino ad allora bastavano gli scarponi (anche se un paio di ramponi potevano sempre venire utili), dopo la nevicata i ramponi diventano obbligatori.

Da novembre ad aprile.

Sono i mesi che si possono considerare invernali e primaverili. L'afflusso di alpinisti è quasi nullo, a causa della lunghezza del percorso (a marzo solitamente si parte dalla diga della Piastra di Entracque), del pericoloso Passo Sottano del Muraion di quota 2030 metri e del freddo intenso.

Solitamente a novembre la neve è durissima, perfettamente ghiacciata, e si procede soltanto con i ramponi. Il sole rimane nascosto dietro alle creste e la temperatura si assesta sui valori invernali, che al rifugio vuol dire una media di 12° sotto lo zero, con minime anche inferiori ai -20° (posto di ghiacciai...).

Nella prima metà di novembre, nell'alternanza di giornate di bel tempo e piccole spolverate di neve, cade il "primo metro", la grossa nevicata che arriva fino ai 1400 metri di Prà del Rasour e anche più in basso. Sul versante N (cioè sul lato italiano), protetto dal sole, questa neve resta polverosa per tutto l'inverno, spostata continuamente dal forte vento. Sul versante S (ovvero sul lato francese), colpito dal freddo sole, si ha un poco di scioglimento nelle giornate più calde, e col freddo notturno si crea una neve crostosa.

Talvolta si incontrano, nella neve, isolati camosci danzanti, ermellini dal candido manto, mentre gracchi alpini e svariati uccelli sorvolano il rifugio.

Con marzo, di solito molto nevoso, dovrebbero terminare le nevicate a bassa quota (eccezioni a parte) ed il limite inferiore della neve risale verso i 1500 metri sul versante S e sui 1300 metri sul versante N.

Ad aprile la neve "si trasforma" e diventa la cosiddetta "neve primaverile", ovvero uniformemente compatta al mattino, leggermente mole in superficie al pomeriggio. Frequenti sono di solito le precipitazioni.

Da novembre ad aprile, se sono presente al rifugio, non erogo servizi, data l'assenza di acqua corrente (solo neve di scioglimento) e la precarietà della situazione (freddo intenso, rifugio esposto a N, servizi igienici all'aperto...).

E' comunque presente un locale invernale (l'ingresso è sul lato nord), sempre aperto, con otto materassi, qualche coperta e un telefono di soccorso (abilitato per il solo 118).

Maggio.

I primi alpinisti raggiungono il rifugio soltanto alla fine del mese. Infatti fino a questa data, sul versante italiano (N), tipicamente ( ma dipende dagli anni) c'è ancora moltissima neve dai 2000 metri del Passo Sottano del Muraion in su, rendendolo estremamente pericoloso. Più felice è la situazione sul versante francese (vallone di Belvédère) esposto a S e con neve dai 2300 metri in su, ma il Ref. de Nice assorbe interamente il flusso di escursionisti, perché dotato in questo periodo di molti più servizi.

La neve è sciabile con facilità e sicurezza solo fino a mezzogiorno: resta tendenzialmente gelata fino alle 9 (ideale per i canaloni), poi diviene "primaverile" (cioè inizialmente compatta, poi leggermente molle in superficie), quindi molle anche in profondità oltre le 12 (e dunque difficilmente sciabile).

Per non sprofondare troppo nella neve, solitamente si sale al rifugio con gli sci e le pelli di foca, più raramente (a causa del forte pendio) con le racchette da neve. Meta degli alpinisti sono le traversate sci alpinistiche oppure la risalita con piccozza e ramponi dei numerosi canali innevati. Assolutamente da non dimenticare sono gli occhiali da sole e una buona scorta di acqua.

Informazioni nivo-meteorologiche sono reperibili consultando il bollettino allo 011 3185555 oppure alla pagina web www.regione.piemonte.it/meteo

Gli animali che visitano il rifugio a maggio sono pochi: il camoscio e le appena risvegliate marmotte, oltre naturalmente all'avifauna. Anche la volpe non disdegna di passare, a caccia forse di qualche uovo di uccello o di neonato camoscio.

In questo periodo, io sono ancora a valle, ove inizio ad organizzare il lavoro estivo. Anzitutto ci sono gli acquisti da fare in vista dell'elitrasporto del mese successivo. Inoltre, avendo scelto di somministrare cibi e bevande il più possibile naturali e preparati in casa secondo ricette tradizionali, la loro ricerca mi sposta per mezza regione; anche l'orto tenuto in pianura, in questo prospetto, si inserisce come ulteriore elemento di lavoro.

Per il resto ricorro ad un consumo per lo più critico, scegliendo i vari prodotti per il rifugio non solo in base al prezzo e alla qualità, ma anche in base alla storia dei prodotti stessi ed al comportamento delle imprese che li offrono, ad esempio in modo da non danneggiare i popoli del Sud del mondo, oppure in modo da eliminare quanto possibile le mono-porzioni (fonte di pattume da riciclare).

In questo periodo il mio recapito telefonico è il 380 7108075 (cellulare) oppure la mail rifugiopagari@libero.it che però non controllo quotidianamente...

Proposte per il futuro.

Il lettore avrà notato l'importanza data all'uso eco-sostenibile delle risorse naturali e paesaggistiche, che significa che si possono sfruttare i patrimoni rinnovabili (come il legname) solo nella misura in cui si rigenerano; si devono tutelare o difendere le risorse non rinnovabili, ed è ammessa la possibilità di inquinare, ma soltanto garantendo che la Natura riesca ad assorbire ed eliminare le scorie prodotte in brevissimi tempo.

In questa direzione, sensibile ad ogni suggerimento che il lettore mi vorrà concedere (Rifugio Pagarì, Via Pramallè 113, 12020 Villar San Costanzo, CN), ho intenzione di adottare in futuro le seguenti scelte:

  1. Stazione nivo-meteorologica.

  2. Certificazione europea di rifugio eco-sostenibile con l'attribuzione dell'Ecolabel, e controlli conseguenti.

  3. Definitivo passaggio ad energie sostenibili (ad es., per eliminare il generatore a benzina, nel 2004 sono stati stanziati complessivi 14000 euro dal C.A.I. Ligure, Comune Entracque, Comunità montana e me per passare ad una pompa idraulica sostenibile per l'approvvigionamento dell'acqua).

  4. Proseguire nella ristrutturazione del sentiero tra il rifugio Pagarì ed il Passo omonimo per renderlo sicuro agli escursionisti (impresa già iniziata ed ora da ampliare).

  5. Costante aggiornamento del mio libro citato nella sezione carte e guide.

Per correttezza, inserisco le voci principali del tariffario 2008, per avere un ordine di grandezza dei prezzi applicati.

 

Appendice

 

TARIFFARIO 2008

prezzi in euro validi per i soci del Club Alpino; i non soci pagheranno un 10% extra

 

¤¤¤ SERVIZIO RISTORO (non sempre sono disponibili tutti i piatti menzionati).

¤ Mezza pensione: pasto completo, pernottamento, colazione (bevande escluse) € 32 soci C.A.I., 42.50 non soci

¤ Pasto completo: pane, antipasto, minestrone, secondo con contorno, dolce (bevande escluse) € 17.00

¤ Piatto antipasti: verdure in agro dolce, o giardiniera € 6.00

¤ Primo piatto:

1) spaghetti -solo a pranzo- all'olio, o al burro, o al sugo di pomodoro € 5.00

2) minestrone di verdure fresche € 5.00

¤ Pietanze: secondo con contorno € 9.00

1) contorno: polenta, o purè di patate € 4.00

2) secondo: stufato di verdure e grano, o funghi e melanzane, o crema di panna e porri, o torta salata € 5.50

3) polenta al formaggio (solo a pranzo) € 8.00

4) polenta al burro. o al latte (100 ml), o con sugo di pomodoro € 6.00

¤ Dessert:

1) fetta di formaggio (100 g) € 3.00

2) dolce (crostata del Pagarì) € 3.00

¤ Pane o grissini, a porzione (100 g) € 1.80

¤ Per chi consuma, anche parzialmente, viveri propri:

1) uso del piatto € 1.55

2) uso del posto tavola (si applica solamente ai non soci) € 2.00

¤ Pizza al taglio, o panini imbottiti - spuntini da portar via € 3.50

¤¤¤ BEVANDE CALDE

¤ Analcolici:

1) acqua calda o te (1 litro), nella propria borraccia (senza tazze) € 2.60

2) brodo (di dado vegetale) € 2.40

3) caffelatte, o latte e cacao, o latte ed orzo solubile € 2.00

4) caffè corretto € 2.00

5) latte caldo (in tazza), o tè e latte, o cappuccino € 1.80

6) tisane: da quelle digestive a quella Himalayana € 1.80

7) tè al limone (300 cc), o limonata calda, o acqua calda in tazza € 1.50

8) caffè (ristretto -moka-, o lungo -solubile-), o caffè d'orzo € 1.50

¤¤¤ BEVANDE FREDDE

¤ Analcolici:

1) acqua minerale in bottiglia, frizzante o naturale: 1½ litri € 2.50, ½ litro € 1.60

2) bibite in lattina, o succo d'arancia (300 ml) € 2.00

3) menta, o latte e menta € 1.80

4) acqua potabilizzata (1 litro) tramite filtro al carbone attivo e sterilizzatore a raggi ultravioletti € 0.25

¤ Alcolici:

1) vino: 1litrto € 5.70, ½ litro € 3.00

2) birra artigianale Pagarina (330 ml) € 2.50

3) superalcoolici in bicchierino € 2.00

¤¤¤ PERNOTTAMENTO E SERVIZIO RISTORO PER CHI RESTA LA NOTTE

¤ Pernottamento: posto letto con materasso e coperte: soci € 10.50, non soci € 21.00

¤ Prima colazione: buffè in tavola e una tazza di bevanda calda (la seconda tazza al prezzo di listino) € 7.00

¤ Cena, pernottamento e colazione: soci € 32.00, non soci € 42.50

¤ Uso del sacco lenzuolo in cotone € 3.00

¤ Doccia calda a persona (compatibilmente con la disponibilità d'acqua corrente) con timer € 5.00