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Il microbirrificio più alto d'Italia.

Dal 2007 presso il rifugio Pagarì ho organizzato quanto necessario per costituire un microbirrificio, ottenendo dall'ufficio delle Dogane di Cuneo la licenza per poter produrre e somministrare birra in loco. Ciò mi permette, a inizio stagione (quando il rifugio non è ancora aperto agli escursionisti), di produrre presso il rifugio il quantitativo di birra necessario al fabbisogno stagionale. Rimane importante non sovrastimare il consumo, poiché le rigide temperature invernali farebbero esplodere le bottiglie di birra eventualmente rimaste invendute. Ecco perché, spesso, dall'inizio di settembre la birra potrebbe essere terminata.

 

La vendita è possibile esclusivamente in loco: si può così consumare solamente presso il rifugio. Il metodo naturale di produzione, legato al fatto che non pastorizzo né filtro la birra, crea un leggero deposito sul fondo della bottiglia stessa, sinonimo di qualità.
La birra prodotta, di colore leggermente ambrato, utilizza malti e luppoli al fine di arrotondarne il gusto, attribuendo alla birra un retrogusto leggermente amaro. Utilizzando malti misti, non si può definire tale birra con alcun appellativo esistente (es. Lager, Pale Ale, ecc). La birra prodotta è così denominata "Birra Pagarina", e per poterla gustare bisogna... conquistarsela con oltre 4 ore di cammino.

 

"La guida" 25 liglio 2008

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